Paul Magnier ha vissuto una delle giornate più significative del suo Giro d’Italia 2026. Fresco vincitore della diciottesima tappa, il francese della Soudal Quick-Step ha raccontato in conferenza stampa le sensazioni di una vittoria che lui stesso, fino a poche ore prima, riteneva improbabile.
Magnier ha spiegato come la svolta sia arrivata proprio sulla salita decisiva: “Ai piedi dell’ascesa non pensavo certo di poter vincere, ma una volta arrivato in cima avevo ancora tanti compagni accanto a me e lì ho capito di avere una possibilità”. La presenza della squadra è stata determinante, al punto che il francese ha voluto sottolineare più volte la fiducia ricevuta: “Devo ringraziare tutti. Stamattina pensavo che al massimo sarei arrivato nel gruppetto dei velocisti staccati. Sono orgoglioso di aver conquistato questa vittoria per loro”.
La tappa, per lunghi tratti controllata, ha richiesto però un grande dispendio energetico nel finale. “Negli ultimi chilometri ho speso davvero tante energie, mentre per il resto della giornata la corsa era stata piuttosto tranquilla, con solo quattro corridori in fuga. Ma tutta l’energia spesa verrà ripagata dalla motivazione che questa vittoria mi darà”.
Magnier e la sfida con Narvaez
Magnier ha parlato anche della sfida diretta con Jhonatan Narváez, suo principale rivale nella classifica a punti. Il successo di oggi gli permette infatti di consolidare la leadership nella Maglia Ciclamino: “È stata una bella battaglia con Narváez e ora ho preso un vantaggio importante. Sono molto felice di aver ritrovato la maglia”.
Lo sguardo, però, è già rivolto alle montagne che attendono il gruppo nelle prossime due tappe, tra le più dure dell’intero Giro. Magnier non nasconde le difficoltà che lo attendono: “Saranno giornate durissime, con tantissimo dislivello. Dovrò soprattutto riuscire ad arrivare entro il tempo massimo, ma sono abbastanza fiducioso di farcela”.
Una vittoria inattesa, costruita con intelligenza, coraggio e un grande lavoro di squadra. E che ora dà a Magnier la spinta per affrontare le montagne con una maglia ciclamino sulle spalle e una nuova consapevolezza nelle gambe.










