Chiodi sul percorso del campionato europeo Ironman: caos ad Amburgo

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Se pensavate che i chiodi stradali lanciati per dispetto fossero un’esclusiva delle gare di seconda categoria della domenica mattina nei paesi sperduti, purtroppo dovete ricredervi. Il “folclore” anti-ciclisti ha fatto il grande salto di qualità, sbarcando direttamente nel circuito mondiale e andando a colpire nientemeno che il Campionato Europeo IRONMAN di Amburgo.

Domenica 7 giugno 2026, una delle tappe più prestigiose e costose del calendario mondiale del triathlon si è trasformata in una gigantesca, tragicomica e pericolosa officina a cielo aperto. Il motivo? Un vero e proprio sabotaggio deliberato.

Il “fanta-meteo” di Amburgo: pioggia di trucioli metallici

Durante la frazione di ciclismo di 180 km, precisamente nella zona di Kirchwerder, centinaia di atleti si sono ritrovati improvvisamente a terra con i tubolari e i copertoncini squarciati. La polizia tedesca, allertata dal fiume di atleti fermi a bordo strada intenti a imprecare in tutte le lingue del mondo, ha recuperato dall’asfalto centinaia di piccoli frammenti e trucioli metallici, sparsi ad arte poche ore prima del via.

I numeri ufficiali (e quelli ufficiosi) fanno venire i brividi a qualsiasi amatore che conosca il prezzo di un copertone top di gamma:

  • 50 denunce formali presentate immediatamente alla polizia sul posto.
  • Oltre 400 forature stimate tra i concorrenti secondo i media locali e i giudici di gara.

Tra sogni infranti e una clavicola rotta

Mentre gli organizzatori decidevano di far proseguire la gara nonostante il caos (scatenando non poche polemiche), il bilancio è andato purtroppo oltre le semplici bestemmie da officina.

Un atleta è infatti caduto rovinosamente riportando una frattura che ha richiesto il trasporto d’urgenza in ospedale. La polizia ha aperto un fascicolo penale per “tentate lesioni personali pericolose” e danneggiamento plurimo aggravato.

Per molti triatleti e amatori partiti con l’obiettivo di strappare la qualificazione mondiale, i sogni di gloria si sono sgonfiati insieme alle loro ruote in carbonio da migliaia di euro, lasciandoli ad aspettare i carri scopa con le bombolette di boccette di CO2 vuote tra le mani.

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