Il ciclismo moderno viaggia a velocità folli, spesso oltre i 70 km/h nei finali di gara, e la sicurezza è ormai diventata un’emergenza assoluta. Per correre ai ripari, l’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha ufficializzato una drastica rivoluzione regolamentare.
A partire dal 1° luglio 2026, proprio in concomitanza con la partenza del Tour de France, entrerà in vigore un massiccio pacchetto di novità . L’obiettivo? Blindare la sicurezza nei finali ed eliminare una volta per tutte le volate “tecniche”.
Stop alle volate “tecniche”: ecco la regola dei 200 metri
Quante volte, anche recentemente come nella caotica volata di Napoli all’ultimo Giro d’Italia, abbiamo assistito a terribili cadute causate da curve a gomito, restringimenti o tombini a ridosso del traguardo?
Dal 1° luglio la musica cambia. Il nuovo articolo 2.2.015 del regolamento UCI impone paletti rigidissimi per i direttori di corsa:
- Rettilineo minimo: Gli ultimi 200 metri prima del traguardo dovranno essere totalmente dritti. Niente più curve dell’ultimo secondo nelle tappe dedicate ai velocisti.
- Larghezza costante: La carreggiata finale dovrà essere larga almeno 6 metri (l’ideale consigliato è tra gli 8 e i 10 metri). Soprattutto, viene vietato qualsiasi restringimento: se la strada è larga 8 metri all’inizio del rettilineo, deve rimanere identica fino alla linea d’arrivo.
- Pendenza: Il traguardo dovrà essere posizionato tassativamente in pianura o in leggera salita.
Nota bene: Sono previste deroghe di buon senso per gli arrivi in quota nei tapponi di montagna o per le cronometro individuali, ma per i volatoni di gruppo non si transige più.









