Nessuna storia, nessun dubbio, solo pura e devastante potenza. La terza tappa del Giro di Svizzera Donne 2026 si chiude nel segno della stellina britannica Zoe Bäckstedt (Canyon//SRAM), che ha letteralmente stracciato la concorrenza con uno sprint imperiale e senza repliche, imponendosi quasi per distacco sul traguardo finale.
Il gruppo ha saputo gestire alla perfezione le fuggitive della prima ora, andando a riassorbire l’ultimo tentativo di giornata solo nei chilometri conclusivi. Da quel momento, le squadre si sono organizzate ad altissima velocità per il treno della volata, dove la Canyon//SRAM ha capitalizzato al meglio un lavoro di squadra impeccabile, che ha visto tra le prime tiratrici persino una campionessa del calibro di Kasia Niewiadoma.
Dietro alla scatenata Bäckstedt si sono piazzate l’americana Lily Williams (Human Powered Health) – curiosamente guidata in ammiraglia proprio dal padre di Zoe, Magnus Bäckstedt – e la belga Shari Bossuyt (AG Insurance-Soudal), terza. L’Italia artiglia un piazzamento in top 10 grazie al settimo posto di Letizia Paternoster (Liv AlUla Jayco), che ha provato a farsi largo nel caotico finale senza però trovare il varco giusto per il podio.
La classifica generale: Elisa Longo Borghini difende la maglia leader
Nessun grosso scossone nella lotta per il primato. La campionessa italiana Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) conserva saldamente le insegne di leader della classifica generale, sebbene gli abbuoni dello sprint intermedio al chilometro Tissot abbiano ridisegnato al millimetro i distacchi.
La neozelandese Lauren Dickson (FDJ United SUEZ) rosicchia due secondi e si porta a 25″ dalla maglia gialla piemontese, mentre scivola leggermente Sarah Van Dam (Visma | Lease a Bike), ora staccata di 35 secondi. Piccoli assestamenti anche per le altre big: Marlen Reusser (Movistar) e Kasia Niewiadoma si trovano adesso rispettivamente a 55″ e 58″ dalla fuoriclasse azzurra, attesa ora dalle prossime e decisive frazioni.









