Continua senza sosta l’assoluto monopolio della Red Bull-Bora-hansgrohe sulle strade del Giro di Slovenia 2026. Dopo aver dominato le volate e i traguardi mossi con Laurence Pithie, la corazzata tedesca ha letteralmente monopolizzato anche la tappa regina della corsa, conquistando uno spettacolare e autorevole arrivo in parata sul traguardo di Kranjska Gora.
A tagliare per primo la linea d’arrivo è stato il tedesco Florian Lipowitz, a cui lo splendido compagno di squadra Giulio Pellizzari ha concesso la vittoria di tappa sul rettilineo finale. Un finale da manuale del ciclismo che lancia Lipowitz in vetta alla classifica generale con appena 4″ di vantaggio sul diciannovenne marchigiano e 1’32” sullo sloveno Jakob Omrzel (Bahrain Victorious), oggi terzo sul traguardo a 1’26”.
Il racconto: fuga di spessore sul Predil, poi la Red Bull cambia marcia
La frazione si è accesa dopo venti chilometri di scatti continui. Lungo le rampe del primo GPM di Dražgoše si è formato un tentativo di spessore di otto corridori, all’interno del quale si sono inseriti con ottima gamba gli azzurri Alessio Martinelli (Bardiani) e un ritrovato Fausto Masnada (MBH Bank). I battistrada hanno collaborato alla perfezione, affrontando lo sconfinamento in Italia e la successiva scalata del Passo del Predil con un vantaggio massimo di 5’30”.
Nel lungo tratto di rientro in Slovenia, però, la Red Bull-Bora-hansgrohe ha deciso di salire in cattedra: persino il leader della generale Laurence Pithie si è messo pancia a terra a tirare il plotone per i compagni scalatori. Ai piedi del temibile Passo di Vršič, ultimo GPM di giornata, il margine dei fuggitivi si è ridotto a soli due minuti, con i soli Masnada e Agirre capaci di resistere in avanscoperta.
Lo show sul Vršič: Pellizzari e Lipowitz fanno il vuoto
Lungo le pendenze più severe del Vršič, il forcing della formazione tedesca è diventato insostenibile per il resto della compagnia. Prima Mattia Cattaneo, poi Jan Tratnik e infine Ben Zwiehoff hanno letteralmente fatto esplodere il gruppo dei migliori, preparando il terreno per l’attacco atomico della coppia Pellizzari-Lipowitz a 21 chilometri dalla conclusione.
L’unico a provare a tenere la loro ruota è stato il giovane talento di casa Jakob Omrzel, che è stato però costretto ad alzare bandiera bianca dopo poche centinaia di metri. I due della Red Bull hanno ripreso e saltato Masnada e Agirre a velocità doppia. A 4 chilometri dallo scollinamento Pellizzari ha accusato una leggera flessione, lasciando scollinare Lipowitz con 30″ di vantaggio.
Lungo la successiva e tecnica discesa verso Kranjska Gora, tuttavia, il tedesco è andato leggermente in difficoltà, favorendo il prepotente rientro del marchigiano. Trovatisi nuovamente insieme a fondovalle, i due hanno pedalato di comune accordo fino all’ultimo metro, dove Pellizzari ha sportivamente lasciato la prima piazza al compagno.
L’Italia festeggia una giornata memorabile in ottica classifica: oltre al secondo posto di Pellizzari, si segnala l’eccellente sesto posto di Alessandro Fancellu (quarto nella generale) e il nono di Alex Tolio. Entra nella top 10 della generale anche Luca Covili, nono.









