I re delle volate sono tornati a dettare legge in Belgio. Il traguardo di Aarschot, quarta e penultima frazione del Baloise Belgium Tour 2026, regala uno sprint imperiale e risolto soltanto al millimetro. A spuntarla con un colpo di reni magistrale è il neerlandese Olav Kooij (Decathlon CMA CGM), che riesce a beffare proprio sulla linea bianca l’idolo di casa Tim Merlier (Soudal Quick-Step) dopo un testa a testa da brividi.
Per il ventiquattrenne della Decathlon si tratta di un successo pesantissimo: è la vittoria numero 50 della carriera, un traguardo monumentale che, secondo i rumors del paddock, potrebbe valergli l’attesissima convocazione ufficiale per l’imminente Tour de France 2026. Completa il podio di giornata un altro big delle volate, Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech), terzo dopo aver lanciato lo sprint in anticipo. Nessun problema per lo spagnolo Alex Aranburu (Cofidis), che passa indenne la giornata e conserva saldamente la maglia di leader della generale.
Il racconto: Alpecin e Soudal controllano la fuga del mattino
Dopo un avvio scoppiettante caratterizzato da un tentativo a quindici subito rintuzzato, la fuga buona di giornata prende corpo grazie all’azione di sei corridori: Bellens, Killy, Coppens, van Vliet, Place e lo specialista del ciclocross Vanthourenhout. Il sestetto è riuscito a guadagnare un vantaggio massimo prossimo ai 3 minuti prima che le squadre dei velocisti decidessero di blindare la corsa.
La Alpecin-Premier Tech e la Soudal Quick-Step si sono messe pancia a terra in testa al plotone, stabilizzando il gap intorno ai due minuti. La fuga ha perso pezzi strada facendo: prima van Vliet a causa di una brutta caduta ai -75 km, poi Vanthourenhout per un problema meccanico (salto di catena) ai meno 30 dall’arrivo.
Il treno Decathlon organizza lo sprint: Olav Kooij fulmina tutti
L’organizzazione dei treni dei velocisti alle spalle dei superstiti della fuga è stata semplicemente impeccabile. Sotto la spinta della Decathlon CMA CGM, della NSN Cycling e della stessa Alpecin, il plotone ha progressivamente azzerato le distanze, andando a riassorbire gli ultimi attaccanti a 2.300 metri dalla conclusione.
Entrati sul lunghissimo rettilineo d’arrivo di Aarschot, la Uno-X Mobility ha provato a prendere in mano le operazioni, ma ai -250 metri è esploso il forcing di Jasper Philipsen. Il belga ha battezzato il centro della carreggiata, ma alla sua destra si è materializzato un corridoio micidiale occupato da Merlier e Kooij. I due si sono scambiati sportellate di pura potenza a oltre 70 km/h: Merlier ha accarezzato il successo, ma il prodigioso colpo di reni di Olav Kooij ha ribaltato il verdetto delle telecamere del fotofinish, regalandogli un successo storico.









