Tour 2026, Gianetti spiega la tattica UAE: “Tiravamo noi perchè le altre squadre ci attaccavano”

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La nona tappa del Tour de France 2026 ha lasciato molti osservatori perplessi: per lunghi tratti, UAE Emirates XRG è sembrata tirare il gruppo dietro alla fuga che avrebbe poi portato Mathieu van der Poel alla vittoria. Una scelta tattica che, vista dall’esterno, sembrava controintuitiva. Ma il team manager Mauro Gianetti ha voluto chiarire: ciò che si è visto non era inseguimento, bensì controllo.

Non stavamo inseguendo”, ha spiegato ai microfoni di Wielerflits. “Mantenevamo solo un buon ritmo. Quando rallentavamo, tutti ricominciavano ad attaccare.

Una fuga che doveva andare via

La fuga ha avuto un margine massimo di appena 1’30”, complice il ritmo sostenuto imposto da Tim Wellens e Felix Großschartner. Ma Gianetti ribadisce che l’obiettivo non era chiudere il gap, bensì stabilizzare la corsa.

A un certo punto abbiamo davvero provato a lasciare andare la fuga, ma altre squadre hanno deciso di chiudere o almeno di provarci. È stata una tappa incredibilmente dura.”

Il problema, secondo il manager svizzero, era la natura della tappa: tanti corridori volevano entrare nella fuga, e molti di loro erano scalatori o passisti di alto livello. Una combinazione che rendeva la situazione esplosiva.

Nessuna ambizione di vittoria di tappa

Gianetti è stato netto: “Non pensavamo alla vittoria di tappa. Il piano era controllare la corsa.

UAE sapeva fin dalla partenza che sarebbe stata una giornata complicata, con continui tentativi di attacco e un gruppo nervoso. Per questo la squadra ha scelto di stare davanti, calmare il ritmo, e impedire che la corsa diventasse ingestibile.

Quando decidevamo di rallentare, tutto ripartiva da capo. Per noi sarebbe stato meglio se la fuga avesse avuto più margine.

Gianetti ha sottolineato che UAE ha fatto la sua parte, ma non poteva essere l’unica squadra a gestire la corsa: “A un certo punto abbiamo dato il ritmo, poi anche le altre squadre hanno preso le loro responsabilità.

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