Quando Marco Pantani, il 12 luglio 1995, mise a segno il record lungo i 21 tornanti dell’Alpe d’Huez, fermando il tempo sui 36 minuti e 50 secondi, sembrava che avesse stabilito un limite valicabile solo nei sogni. Ieri, Tadej Pogačar ha battuto quel record, fermando l’orologio sui 35’27”.
Oltre all’evoluzione della preparazione atletica, della nutrizione e della fisiologia, un interrogativo sorge spontaneo: quanto incide la tecnologia della bicicletta in questa rivoluzione delle prestazioni?
Mettere a confronto la Carrera con cui il “Pirata” scalò l’Alpe nel 1995 e la Colnago Y1Rs in dotazione allo sloveno al Tour de France 2026 rivela un salto generazionale imponente: un gap tecnologico imponente, che ci fa capire quanto sia cambiato il mondo delle biciclette dal 1995 ad oggi. Fare un confronto sulle prestazioni umane non è possibile, perchè non sapremo mai come si sarebbe comportato un corridore del passato sulle bici di oggi, ma possiamo fare un confronto oggettivo tra i mezzi sui quali hanno pedalato i grandi campioni.

1. Dall’acciaio da salita al caccia aerodinamico Colnago Y1Rs
Negli anni ’90 si pensava che in salita contasse solo ed esclusivamente il peso. Oggi la scienza ha dimostrato che anche sulle rampe dell’Alpe d’Huez l’aerodinamica gioca un ruolo cruciale.
- La Carrera di Pantani (1995): Secondo le informazioni storiche, il telaio era realizzato in tubazioni d’acciaio ultraleggero (sviluppate su misura da Carrera con tubi Columbus EL/Genius). Con componenti Campagnolo Record e ruote in alluminio a raggio tradizionale, la bici pesava circa 8,3 – 8,5 kg (pedali inclusi).
- La Colnago Y1Rs di Pogačar (2026): È una macchina da corsa concepita per penetrare l’aria. Presenta una forcella a baionetta, tubi profilati e il rivoluzionario manubrio integrato con conformazione “ad ala di gabbiano” (largo appena 36 cm con leve ruotate verso l’interno a 28 cm per minimizzare la sezione frontale dell’atleta). Sulla bilancia, in configurazione da gara, stacca un peso attorno ai 7,2 – 7,3 kg.
Il vantaggio in salita: Oltre a un risparmio di peso di circa 1,2 kg (pari a un guadagno di circa 8 Watt in gravità), la Colnago Y1Rs richiede almeno 20 Watt in meno rispetto ai telai tradizionali per spingere le alte velocità che i corridori moderni mantengono anche nei tratti medio-facili di un’ascesa.

2. Gruppo cambio e cadenza: il confronto tecnico
La differenza di sviluppo metrico e fluidità di pedalata tra le due epoche è abissale. Di seguito la tabella riassuntiva.
| Marco Pantani – Carrera (1995) | Tadej Pogačar – Colnago Y1Rs (2026) | |
| Telaio e Materiale | Acciaio/Alluminio | Carbonio monoscocca aero |
| Gruppo cambio | Campagnolo Record (8 velocità meccanico) | Shimano Dura-Ace Di2 R9200 (12v elettronico) |
| Rapporto minimo / Guarnitura | 39×23 (o 39×25) con pedivelle standard | 40×36 (con corone Carbon-Ti 55/40T) e pedivelle corte (165 mm) |
| Cockpit e Manubrio | Alluminio tradizionale con cavi a vista | Manubrio integrato CC.Y1 “gullwing” ultra-stretto (36-28 cm) |
| Ruote e Coperture | Cerchi alluminio con tubolari stretti (21 mm) | ENVE SES 4.5 Pro carbonio con Tubeless (30 mm reali) |
| Cadenza media in salita | ~ 80-85 RPM | ~ 92-98 RPM |
3. Rapporti, pedivelle corte e la rivoluzione Tubeless
Un elemento chiave della Colnago Y1Rs riguarda l’efficienza della pedalata. Pantani scalava l’Alpe d’Huez con un cambio a 8 velocità e un rapporto minimo 39×23, che lo costringeva a salire “di forza” accumulando acido lattico nei muscoli nei tratti sopra il 10%.
Pogačar utilizza la precisione millimetrica del cambio elettronico Shimano Dura-Ace Di2 a 12 velocità, abbinato a pedivelle ultracorte da 165 mm e corone Carbon-Ti. Questa combinazione gli permette di mantenere una cadenza costantemente sopra le 90 pedalate al minuto, spostando lo sforzo dal sistema muscolare a quello cardiocircolatorio.
A fare la differenza sull’asfalto sono infine le coperture:
- Pantani: Tubolari stretti da 21 mm gonfiati a 9-10 bar, che ad ogni micro-imperfezione della strada saltellavano dissipando energia.
- Pogačar: Copertoncini tubeless Continental GP5000 TT TR su cerchi ENVE con larghezza reale di oltre 30 mm. Gonfiati a pressioni molto più basse (circa 4,5 bar), scorrono sulle rugosità dell’asfalto senza perdere contatto, garantendo un risparmio stimato di ulteriori 6-8 Watt di resistenza al rotolamento.









