Giro 2024, una tappa difficile per Pogacar potrebbe esserci

Anche per Tadej Pogacar potrebbe esserci una tappa particolarmente difficile al prossimo Giro d’Italia 2024. Siano chiare due cose: in primis, è brutto da dirsi alla vigilia della partenza di una grande corsa a tappe, ma Tadej sembra davvero essere il favorito numero uno e sembra quasi che parta senza avversari. Come avviene nel mondo del ciclismo e dello sport in generale, però, la vittoria non si porta mai da casa, ma deve essere sempre conquistata sul campo.

Ecco allora che, percorso alla mano, possiamo dire che il tracciato della corsa rosa sia davvero su misura per lo sloveno: molti predicono un Pogacar in maglia rosa al Giro d’Italia 2024 già dopo la tappa di Torino, ma verosimilmente dovrebbe essere la frazione seguente, quella di Oropa, a far sì che il capitano della UAE Team Emirates possa conquistare la leadership in generale.

Detto questo, analizzando il percorso che i corridori si apprestano ad affrontare, c’è da segnalare una tappa che, sulla carta, può essere molto difficile per Tadej Pogacar. Mi riferisco alla frazione che termina a Livigno, inserita alla fine della seconda settimana di gara.

Scriviamo questo basandoci sui dati del passato. Nel corso delle ultime quattro edizioni del Tour de France, infatti, le uniche tappe nelle quali Tadej Pogacar ha dato qualche segno di debolezza sono state quelle che hanno superato i duemila metri di quota. Nel corso delle ultime stagioni i grandi giri hanno superato in poche circostanze questa quota, dopo la quale l’ossigeno diventa sempre più rarefatto e bisogna dosare gli sforzi.

Andando a spulciare le prestazioni di Pogacar, è proprio nelle frazioni che superano i 2000 metri che Tadej ha dato qualche piccolo segnale di fatica. Nel 2021, ad esempio, in un Tour de France dominato, Pogacar ha dato un piccolo segno di vulnerabilità solo sul Mont Ventoux. Nel 2022, invece, Jonas Vingegaard si prese la maglia gialla sul Col du Granon: in quella circostanza furono superati per due volte i duemila metri di quota dalla corsa francese, con il danese che riuscì a mettere in crisi lo sloveno per la prima volta. Lo scorso anno, invece, il corridore della UAE team Emirates cedette a Vingegaard sul Grand Colombier, ma in quella circostanza non fu l’altitudine a giocare un brutto scherzo a Tadej.

Ecco quindi che la tappa di Livigno, per Pogacar, può diventare un banco di prova contro sé stesso. Il Giro d’Italia 2024 supererà quota 2000 anche il giorno seguente, nella Selva di Val Gardena – Passo Brocon, ma in quel caso saremo lontani dal traguardo quando verrà toccata questa altitudine. E’ chiaro che, essendo alla fine della seconda settimana, con l’arrivo in salita di Oropa e due cronometro nelle gambe (Perugia e Desenzano), Pogacar può avere già accumulato un gran bel vantaggio sugli avversari, quindi un’eventuale maglia rosa potrebbe non essere a rischio. bisognerà capire se Tadej avrà superato possibili problemi con le alte quote, quindi per questo diciamo che la frazione di Livigno sarà soprattutto un banco di prova contro sé stesso.

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