Maestro del pavè e maglia gialla: l’ultimo record che Tadej Pogacar vuole raggiungere

Tadej Pogacar
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Diventare un “maestro del pavè” e vincere anche il Tour de France? Questo è l’ultimo dei tanti record che Tadej Pogacar potrebbe mettere nella propria immensa bacheca al termine della stagione 2026. Gli obiettivi del campione del mondo sono ben definiti: continuare a vincere, continuare a dominare il ciclismo contemporaneo, ponendo però l’attenzione su quei pochi obiettivi che fino ad ora non sono stati ancora raggiunti: la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix.

Nel 2025, la partecipazione di Tadej Pogacar alla Parigi-Roubaix è stata una sorpresa per tutti. Jasper Philipsen, quando vide sui social la foto dello sloveno all’ingresso della Foresta di Arenberg, scrisse: “per favore Tadej no”. Sapeva infatti che la sua presenza avrebbe scombussolato i piani della sua squadra, che partiva con l’obiettivo di vincere per il terzo anno consecutivo la classica del pavè con Mathieu Van der Poel. L’obiettivo è stato raggiunto soprattutto perchè Pogacar, alla sua prima partecipazione alla Roubaix, ha sbagliato ad affrontare una curva mentre era in testa alla gara con il corridore olandese.

Tadej Pogacar sfida ancora Mathieu van der Poel

La sfida Pogacar-van der Poel sarà ancora una volta uno dei motivi di interesse principali della Campagna del Nord e, più in generale, di tutta la stagione delle classiche. Due corridori così diversi fisicamente ma capaci di animare come nessuno le grandi corse di un giorno. Nel 2024, Mathieu Van der Poel tentò addirittura di sfidare Pogacar sulle salite della Liegi-Bastogne-Liegi, chiudendo terzo: non sappiamo però se vedremo più il duello tra i due alla Doyenne.

E’ chiaro però che quest’anno Tadej Pogacar potrebbe scrivere una nuova pagina di storia del ciclismo: diventare l’unico corridore al mondo capace di realizzare, nello stesso anno, la doppietta Fiandre-Roubaix e conquistare la maglia gialla al Tour de France.

Una tripletta per la storia

Mentre Jonas Vingegaard si sta concentrando sull’obiettivo di conquistare la tripla corona (obiettivo ancora non raggiunto da Tadej), mettendo nel mirino il Giro d’Italia 2026, Tadej Pogacar si prepara ad affrontare ancora una volta da grande protagonista la stagione delle classiche. Dopo il primo obiettivo stagionale, che sarà la Milano-Sanremo, l’attenzione sarà rivolta due settimane dopo alle due grandi corse del pavè, il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix.

In tre partecipazioni alla Ronde van Vlaanderen, Tadej ha già vinto per ben due volte, entrambe in solitaria. A farne le spese è stato proprio Mathieu Van der Poel, il corridore che meglio si esprime su questi percorsi. Non esistono corridori abili come Mathieu ad affrontare il pavè, lo dimostrano i tre Giri delle Fiandre e le tre Roubaix che ha nel proprio palmares. Nessuno, tranne Pogacar, che sulle pietre del Fiandre ha sempre pedalato come uno dei grandi maestri delle pietre. Seduto, senza alzarsi troppo sui pedali, “accarezzando” le pietre con le sue ruote, con una potenza che sembra quasi stridere con le sue fattezze. Un metro e 76 per 66 kg: Pogacar è ben lontano dal metro e 84 di altezza di Mathieu Van der Poel, che pesa 75 kg. Per fare un paragone con la storia recente, è anche ben distante dalle fattezze di Tom Boonen, alto 192 cm con 82 kg di peso.

Le statistiche sul pavè

In termini puramente statistici, il terreno su cui si muove Pogacar è già oggi quello dei grandissimi specialisti del pavé. Solo sette corridori nella storia hanno vinto tre volte il Giro delle Fiandre: Achiel Buysse, Fiorenzo Magni, Eric Leman, Johan Museeuw, Tom Boonen, Fabian Cancellara e Mathieu van der Poel. Se lo sloveno dovesse centrare il tris, entrerebbe in questo club ristretto.

Sulla Parigi‑Roubaix, il riferimento resta l’élite dei plurivincitori: tra chi ha conquistato almeno tre volte l’Inferno del Nord ci sono, tra gli altri, Eddy Merckx e Francesco Moser, gli unici capaci di abbinare tre Roubaix e almeno un Grande Giro in carriera. Fiorenzo Magni è invece l’unico uomo ad aver vinto tre Fiandre (l’unico capace di vincerli consecutivamente) e il Giro d’Italia.

Ancora più significativo è un altro dato: nessun corridore nella storia è mai riuscito, nello stesso anno, a vincere Giro delle Fiandre, Parigi‑Roubaix e Tour de France. Nemmeno Eddy Merckx. Se Pogacar dovesse completare questa tripla nel 2026, si tratterebbe di un’impresa senza precedenti nella storia del ciclismo. E diventerebbe anche un’impresa che riscriverebbe l’intera storia delle corse: in fondo, per Pogacar, che differenza c’è tra corsa di un giorno e corsa a tappe?

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