WAREGEM – Mathieu van der Poel si avvicina al Giro delle Fiandre 2026 con un obiettivo che potrebbe riscrivere la storia: diventare il primo corridore capace di vincere la Ronde per quattro volte. Dopo i successi del 2020, 2022 e 2024, l’olandese dell’Alpecin–Premier Tech arriva ad Anversa con fiducia, sensazioni positive e una preparazione che lui stesso considera ideale.
Una settimana che ricorda il 2024
Van der Poel ha spiegato che E3 Saxo Classic e Gent-Wevelgem sono stati due test molto buoni. A Harelbeke ha dovuto “scavare a fondo per prendere la vittoria”, una giornata in cui “è stato difficile, ma sono riuscito a portarla a casa”. Due giorni dopo, a Wevelgem, ha avvertito meno freschezza e la squadra ha scelto di puntare su Jasper Philipsen: “Mi sentivo un po’ meno brillante, così abbiamo deciso di andare all‑in per Jasper. E ha funzionato”.
Il parallelo con il 2024, anno della doppietta Fiandre-Roubaix con la maglia di campione del mondo, è evidente: “Il weekend è stato molto simile al 2024. Allora vinsi l’E3, poi due giorni dopo non avevo la freschezza per battere Pedersen, ma una settimana dopo vinsi il Fiandre”. La rifinitura in Spagna è servita a trovare “il giusto equilibrio tra gli ultimi punti percentuali e la sensazione di freschezza”.
Una squadra piena di fiducia
Mathieu Van der Poel potrà contare su un gruppo esperto e collaudato: Silvan Dillier, Jonas Geens, Michael Gogl, Edward Planckaert, Oscar Riesebeek e Florian Sénéchal. Ha sottolineato: “Silvan sarà con me per la sesta volta consecutiva al Fiandre”, mentre gli altri portano “molta esperienza”.
Tattica e gestione della corsa
L’olandese sa che un piano tattico esiste sempre, ma che la Ronde è una corsa che costringe ad adattarsi. “Ci sarà sicuramente un piano tattico, ma alla fine dipende sempre da come si sviluppa la gara”, ha spiegato. L’esperienza del team permette di reagire a ogni scenario: “Siamo abbastanza esperti per adattarci quando serve”.
Ci sono però certezze che non cambiano mai: “Quando la distanza aumenta e i muri arrivano uno dopo l’altro, i più forti vengono davanti. E il posizionamento verso le salite chiave è sempre cruciale”.
Essere considerato uno dei favoriti non lo mette più sotto pressione: “Fa parte del gioco e non mi rende più nervoso. Quando sei in buona forma, sei automaticamente visto come favorito. Lo prendo come un complimento e non cambia il mio modo di correre”.
Una concorrenza più ampia del solito
Van der Poel riconosce che quest’anno i favoriti sono più numerosi rispetto al passato. “Ci sono forse ancora più favoriti dell’anno scorso”, ha detto. Il primo nome è quello di Tadej Pogačar, ma l’olandese ha sottolineato anche la crescita di Wout van Aert: “Ho visto un Wout molto forte, sta tornando al suo miglior livello”. Anche Mads Pedersen è in costante miglioramento.
E poi c’è la novità più discussa: “La partecipazione di Remco Evenepoel. È la sua prima volta qui, ma è un corridore di classe mondiale e ha una squadra forte”. Ha ricordato anche la presenza di Gianni Vermeersch, che “conosce questa corsa alla perfezione”. Van der Poel ha aggiunto che è contento della presenza di Remco: “Più corridori forti ci sono, più la corsa si apre presto. E questo non è uno svantaggio per me”.
Il sogno del quarto Fiandre
Van der Poel è consapevole che una quarta vittoria lo renderebbe recordman assoluto della Ronde. “Certo che lo so, e sarebbe qualcosa di molto speciale”, ha ammesso. Ma il suo approccio non cambia: “Affronto la gara con la stessa mentalità di sempre: provare a vincere. Se questo porterà a un record, lo custodirò”.
Ha concluso ricordando quanto fosse lontano quel sogno agli inizi della carriera: “C’è stato un tempo in cui vincere il Fiandre una sola volta sembrava un sogno distante. Diventare il solo recordman sarebbe il massimo. Ma non siamo ancora lì”.










