La E3 Saxo Classic 2026 consegna un’altra impresa di Mathieu van der Poel, ma questa volta il campione olandese ha dovuto scavare più a fondo che mai per trovale le energie che lo hanno portato al successo. Dopo 45 chilometri di fuga solitaria, un finale al limite e un gruppo di inseguitori che gli è piombato addosso negli ultimi metri, il leader della Alpecin–Premier Tech ha firmato la sua terza vittoria consecutiva a Harelbeke. Una vittoria che lui stesso definisce “una delle più dolorose” della sua carriera.
Un attacco da lontano, nato quasi per necessità
La corsa si è accesa sul Taaienberg, dove Van der Poel è rimasto solo con Tim van Dijke. Sulla Boigneberg, però, il campione del mondo ha capito che la collaborazione non sarebbe durata e ha deciso di anticipare tutti. Da lì è iniziata una lunga cavalcata:
- rientro sui fuggitivi prima del Paterberg
- accelerazione devastante sul muro
- distacco immediato di Dewulf e degli altri inseguitori
- vantaggio che ha superato il minuto dopo l’Oude Kwaremont
Sembrava fatta. Ma la E3 Saxo Classic non regala mai nulla.
Il vento, la fatica e la rimonta degli inseguitori
Van der Poel ha raccontato che la parte più dura non è stata l’attacco, ma la lotta contro il vento contrario tra Boigneberg e Paterberg: “Sapevo che sarebbe stata un’impresa difficile. Il vento era terribile. Ho capito subito che sarebbe stata una giornata di sofferenza.”
Dietro, un terzetto composto da Per Strand Hagenes, Florian Vermeersch e Jonas Abrahamsen ha iniziato una rimonta furiosa. A 5 km dall’arrivo, il vantaggio di Van der Poel era sceso a 10 secondi. A 2 km, sembrava quasi finita.
“Pensavo di essere quinto”
Van der Poel non ha nascosto di aver temuto il peggio: “A un chilometro dalla fine pensavo che mi avrebbero ripreso. Non avevo più gambe, non potevo sprintare. Ho continuato a spingere seduto, al massimo possibile.”
Per un attimo ha addirittura smesso di pedalare, convinto che la ripresa fosse inevitabile. Ma proprio in quel momento gli inseguitori hanno iniziato a guardarsi, perdendo velocità. È stato il segnale che gli serviva per rilanciare un’ultima volta.
Mathieu van der Poel una vittoria di puro orgoglio
Van der Poel ha definito questa E3 come una delle sue vittorie più dure: “Questa è una delle corse che mi ha fatto più male. Ho dato tutto. Sono felicissimo, ma è stata una battaglia di sangue, sudore e lacrime.”
Il finale, con il gruppo che si avvicinava metro dopo metro, resterà tra i più intensi della storia recente della corsa.









