Giro d’Italia 2026, qualcuno può battere Jonas Vingegaard? La storia dice di no, ma c’è un però…

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Il conto alla rovescia sta per terminare. Venerdì 8 maggio, con la partenza dalla Bulgaria, scatterà la 109ª edizione della Corsa Rosa. Un nome su tutti oscura il resto della startlist: Jonas Vingegaard. Il danese della Visma-Lease a Bike sbarca in Italia con un obiettivo chiaro: completare la “Trilogia” dei Grandi Giri dopo i successi al Tour e alla Vuelta. Ma la storia del Giro insegna che il favorito numero uno non ha sempre vita facile.

Il fantasma dei favoriti: quando i pronostici saltano

Nella storia recente della Corsa Rosa, partire con i gradi di “imbattibile” si è rivelato spesso un boomerang:

  • 2013: Il crollo di Wiggins. Sir Bradley Wiggins arrivava da trionfatore del Tour e favorito assoluto, ma la pioggia e le discese italiane lo misero in crisi. Non concluse la corsa e la maglia rosa andò a Vincenzo Nibali.
  • 2017: Il colpo di Dumoulin. Nairo Quintana era l’uomo da battere per le grandi montagne, ma dovette arrendersi alla potenza e alla tattica di Tom Dumoulin.
  • 2019: La sorpresa Carapaz. Mentre i fari erano puntati sul duello tra Primoz Roglic e Vincenzo Nibali, un giovanissimo Richard Carapaz seppe approfittare del tatticismo tra i due big per scappare verso un trionfo storico.

Vingegaard è davvero inattaccabile?

Nonostante i precedenti, i numeri di Vingegaard fanno paura. Dal 2022 a oggi, nelle classifiche generali (comprese le brevi corse a tappe), solo Tadej Pogacar è riuscito a batterlo. Nel 2026, Jonas ha già dominato la Parigi-Nizza e il Giro di Catalogna, le uniche due gare corse finora. Senza lo sloveno al via (concentrato sul Tour), il danese sembra correre contro se stesso. Dopo aver vinto il Tour de France 2022, infatti, Vingegaard non è mai sceso dal podio delle corse a tappe. Riassumiamo tutti i risultati da lui ottenuti da agosto 2022 alla fine del 2025.

AnnoCorsa a TappeRisultatoNote
2022🇭🇷 CRO RaceBeffato da Mohoric
2023🇪🇸 O Gran Camiño 🥇Dominio assoluto
🇫🇷 Parigi-NizzaPodio di prestigio
🇪🇸 Giro dei Paesi Baschi 🥇Vittoria d’autorità
🇫🇷 Giro del Delfinato 🥇Prova generale per il Tour
🇫🇷 Tour de France 🏆Secondo trionfo in giallo
🇪🇸 La Vuelta a EspañaScorta il compagno Sepp Kuss sul podio
2024🇪🇸 O Gran Camiño 🥇Bis consecutivo
🇮🇹 Tirreno-Adriatico 🥇Conquista il Tridente
🇪🇸 Giro dei Paesi BaschiRit.Costretto all’abbandono
🇫🇷 Tour de FranceAlle spalle di un Pogacar imbattibile
🇵🇱 Tour de Pologne 🥇Ritorno immediato al successo
2025🇵🇹 Volta ao Algarve 🥇Inizio stagione col botto
🇫🇷 Parigi-NizzaRit.Unico stop stagionale
🇫🇷 Giro del DelfinatoDuello stellare con Pogacar
🇫🇷 Tour de FranceAncora podio nella Grande Boucle
🇪🇸 La Vuelta a España 🥇Primo sigillo rosso in carriera

Gli sfidanti: chi può tentare l’impresa?

Nonostante le defezioni dell’ultimo minuto di Joao Almeida, Mikel Landa e Richard Carapaz, la concorrenza non manca:

  • Giulio Pellizzari: La grande speranza italiana. Sesto al Giro e alla Vuelta l’anno scorso, arriva dal trionfo al Tour of the Alps. È lui l’uomo indicato per riportare l’Italia sul podio dieci anni dopo Nibali.
  • Adam Yates: Dopo il ritiro del gemello Simon (vincitore uscente), tocca ad Adam guidare la UAE Emirates. Ha vinto la O Gran Camiño quest’anno e punta finalmente al podio in un Grande Giro.
  • Il duo INEOS: La squadra britannica schiera Egan Bernal (già vincitore nel 2021 e tornato ai massimi livelli) e Thymen Arensman, due volte sesto nelle ultime edizioni e solido nelle tre settimane.
  • Felix Gall: Lo scalatore della Decathlon CMA CGM è il pericolo numero uno quando la pendenza supera il 10%, anche se dovrà limitare i danni a cronometro.

Il podio del 2025: un’eredità pesante

L’anno scorso abbiamo assistito a un duello epico risolto solo all’ultima montagna da Simon Yates, capace di ribaltare la classifica ai danni della rivelazione Isaac Del Toro e di Carapaz. Senza Yates (ritirato) e Del Toro (che quest’anno farà da scudiero a Adam Yates), il trono è vacante.

Vingegaard parte per prenderselo, ma le strade del Giro, tra sterrati e passi alpini, hanno già dimostrato di non avere rispetto per i gradi di capitano.

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