La quinta tappa del Giro d’Italia 2026 ha segnato il primo grande ribaltone della classifica generale: Giulio Ciccone ha ceduto la maglia rosa dopo una giornata durissima, corsa interamente sotto la pioggia e con temperature rigide che hanno messo in difficoltà molti corridori. Il corridore abruzzese, già consapevole delle difficoltà che lo attendevano, ha raccontato senza giri di parole il suo calvario.
“Ho sofferto molto il freddo, non era la giornata ideale”
Ciccone ha spiegato che le condizioni meteo hanno inciso pesantemente sulla sua prestazione: “Non è stata la giornata migliore per pedalare in maglia rosa, è scesa la pioggia per tutto il giorno. Ho sofferto molto il freddo.”
La tappa, resa ancora più selettiva dal ritmo altissimo imposto sin dai primi chilometri, ha messo a nudo anche i limiti numerici della Lidl‑Trek: “Come ho detto stamattina, siamo senza un team per controllare e difendere la maglia rosa. Nella mia testa volevo tenerla il più possibile, ma oggi non era la giornata ideale.”
Una squadra decimata e il supporto prezioso di Derek Gee
Con diversi compagni già fuori corsa o in difficoltà, Ciccone si è ritrovato presto isolato. L’unico a resistere al suo fianco è stato Derek Gee, che ha provato a proteggerlo fino all’ultimo: “Derek è stato a lungo in mio supporto per non farmi perdere la maglia, mi ha passato la giacca termica, è rimasto con me finché ha potuto.”
Nonostante gli sforzi, il distacco accumulato dai fuggitivi è diventato incolmabile e la maglia rosa è passata sulle spalle del portoghese Afonso Eulálio.
“Mi dispiace, ma non ce l’abbiamo fatta”
Ciccone ha chiuso con amarezza, ma anche con lucidità: “Mi dispiace, ma non ce l’abbiamo fatta. Siamo qui soprattutto per vincere le volate con Milan.”
Il Giro è ancora lungo e il corridore abruzzese resta uno dei protagonisti più attesi nelle tappe di montagna, dove potrà tornare a lasciare il segno senza il peso della leadership.










