Giro d’Italia 2026, l’emozione di Davide Ballerini: “Vittoria cercata per anni, oggi la fortuna era dalla mia parte”

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La vittoria di Davide Ballerini nella tappa di Napoli del Giro d’Italia 2026 è molto più di un semplice sprint riuscito: è il coronamento di un percorso fatto di lavoro per gli altri, sacrifici e lunghi periodi senza risultati. In conferenza stampa, il corridore italiano ha raccontato con sincerità cosa significhi tornare a vincere dopo dieci anni di professionismo.

“Mi identifico come un mezzo velocista”, ha spiegato. “La mia forza è che nelle tappe dure riesco a salvare più energie rispetto ai velocisti puri. Oggi la fortuna era dalla mia parte, e finalmente è arrivato il mio momento.”

“Nel ciclismo i momenti difficili sono più di quelli belli”

Ballerini ha parlato anche dei periodi bui, quelli in cui lavori bene ma i risultati non arrivano: “Il momento più critico è quando fai tutto alla perfezione: ti alleni, mangi bene, dormi presto… e poi in gara non raccogli nulla. È lì che non devi mollare. Prima o poi la ruota gira.”

Alle classiche, dove puntava a un piazzamento importante, non è andata come sperava: “Sapevo che vincere era difficile, ci sono tre o quattro fenomeni. Ma almeno un risultato lo volevo. Non è arrivato, ma bisogna continuare a spingere.”

Il rapporto con Cavendish e il valore del lavoro di squadra

Ballerini ha ricordato anche gli anni accanto a Mark Cavendish: “Quando vinceva lui era come se vincessi anch’io. Nei ritiri vivi più con i compagni che con la famiglia. Ognuno ha un ruolo preciso, e quando il lavoro paga è una vittoria per tutti.”

Un bagaglio di esperienza che oggi gli permette di leggere le corse con lucidità.

La volata di Napoli: rischio, pioggia e un pizzico di fortuna

Il finale di Napoli è stato caotico, tra pavé bagnato, vento e cadute. Ballerini ha spiegato la dinamica: “Sapevo che i sanpietrini erano sconnessi e che con la pioggia diventava tutto scivoloso. In volata devi staccare il cervello. Ho preso la seconda curva davanti, ho visto cadere gente sulla sinistra e in radio mi hanno detto di andare. Ho rischiato anch’io: ho perso la ruota posteriore, ma sono rimasto in piedi per un soffio.”

“Le classiche restano nel mio cuore”

Alla domanda se sia ancora un uomo da classiche del Nord, Ballerini ha sorriso: “Le classiche le ho nel cuore. Ci riproverò sempre. Sono gare difficili, in un periodo ristretto, e devi arrivare lì perfetto. Ma non smetterò di provarci.”

Il rimpianto più grande

Alla fine, una domanda personale: qual è il rimpianto più grande? “Forse non aver vinto il campionato italiano l’anno che ho fatto secondo. Ma dagli errori si impara.”

Oggi però non c’è spazio per i rimpianti: Napoli gli ha restituito ciò che inseguiva da tempo.

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