La quinta tappa del Giro d’Italia 2026 è stata segnata da un episodio gravissimo avvenuto a San Vitaliano, dove due ventenni hanno tentato di disturbare il passaggio del gruppo, arrivando persino a cercare il contatto con i corridori. Una bravata filmata dagli amici, convinti di immortalare un momento “divertente”, ma che si è trasformata in un reato vero e proprio.
Le immagini dell’elicottero e della regia internazionale hanno ripreso tutto: i due ragazzi si sono avvicinati alla rotonda mentre il gruppo transitava a tutta velocità, mettendo a rischio l’incolumità dei ciclisti.
Identificati dal VAR e prelevati dalla polizia
Grazie alle riprese, i due sono stati identificati immediatamente. Come confermato da RCS Sport a Il Mattino, il sistema di controllo video – il cosiddetto VAR della corsa – ha permesso di riconoscerli in pochi minuti. La polizia li ha raggiunti nelle palazzine della zona e li ha arrestati.
L’Associazione Corridori, che rappresenta tutti i professionisti del gruppo, presenterà oggi una denuncia formale.
Il reato: pericolo per l’incolumità pubblica durante manifestazioni sportive
I due giovani sono accusati di aver messo in pericolo la sicurezza dei corridori, un reato previsto dall’art. 6‑bis della Legge 401/1989. La pena? Da 6 mesi a 3 anni di reclusione, salvo aggravanti.
Oltre all’arresto, per entrambi è scattato anche il daspo urbano, che impedirà loro di avvicinarsi a eventi sportivi e aree sensibili.
Un gesto che poteva costare carissimo al gruppo
Il comportamento dei due ventenni non è stato solo irresponsabile: è stato potenzialmente letale. A quelle velocità, un contatto anche minimo può provocare cadute di massa, con conseguenze gravissime per decine di corridori.
Il Giro d’Italia 2026 sta già affrontando tappe difficili, pioggia, cadute e tensione. L’ultima cosa di cui il gruppo ha bisogno è l’incoscienza di chi scambia una corsa professionistica per un palcoscenico da social.










