Giro d’Italia 2026, Jonas Vingegaard è già padrone: suo il Blockhaus

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BLOCKHAUS – Jonas Vingegaard suona il primo squillo al Giro d’Italia 2026: il corridore danese si è imposto in solitaria nell’arrivo sul Blockhaus. L’azione definitiva è nata a 6 km dal traguardo, dopo un grande lavoro del solito Sepp Kuss.

Un eroico Giulio Pellizzari è riuscito a resistere per un paio di chilometri, ma non è stato sufficiente. Negli ultimi quattro chilometri, Jonas Vingegaard è stato autore di un vero e proprio show.

Jonas Vingegaard conquista il successo ma non conquista ancora la maglia rosa, che resta sulle spalle di Afonso Eulalio.

Il danese accende il Giro: attacco a 5 km dalla vetta

Il primo vero arrivo in salita del Giro d’Italia 2026 ha un solo padrone: Jonas Vingegaard. Il danese della Visma | Lease a Bike ha scelto il Blockhaus per lanciare il suo primo squillo nella Corsa Rosa, attaccando con decisione a poco più di cinque chilometri dalla vetta. L’unico a provare a seguirlo è stato Giulio Pellizzari, ma il marchigiano ha resistito solo fino ai 4400 metri dall’arrivo, quando Vingegaard ha aperto il gas e si è involato verso una vittoria netta e autoritaria.

Gall sorprende: secondo a soli 13 secondi

Alle spalle del danese, la prestazione più brillante è quella di Felix Gall. L’austriaco della Decathlon CMA CGM ha scelto di salire del suo passo, senza farsi prendere dal panico, e nel finale ha persino recuperato qualcosa, chiudendo a soli 13 secondi dal vincitore. Un risultato che lo rilancia in classifica e conferma la sua solidità sulle grandi salite.

Pellizzari paga lo sforzo, Hindley sul podio di tappa

Pellizzari, dopo aver provato a tenere il ritmo del due volte vincitore del Tour, è andato fuori giri e ha perso terreno nel finale. È stato superato dal compagno Jai Hindley, che ha chiuso terzo grazie a uno sprint negli ultimi metri. Il marchigiano ha comunque firmato una prova coraggiosa, chiudendo quarto a 1’05”, appena davanti a Ben O’Connor.

Ciccone settimo, ma la maglia rosa resta a Eulálio

Buona prova anche per Giulio Ciccone, settimo a 1’40”. Nonostante la vittoria di Vingegaard, la maglia rosa resta sulle spalle di Afonso Eulálio, che ha limitato i danni chiudendo a 2’55”. Il portoghese conserva così 3’17” sul danese e 3’34” su Gall.

Una tappa durissima: fuga, pioggia e selezione finale

La giornata era iniziata con una fuga sorprendente animata da Jonathan Milan, deciso a riscattare la rabbia del giorno precedente. Con lui van der Lee, Naberman, Sevilla e Zukowsky, capaci di guadagnare fino a sei minuti. La Bahrain Victorious ha controllato a lungo, poi la Visma ha preso in mano la corsa. Sulle prime salite il ritmo è rimasto regolare, ma la pioggia ha reso tutto più nervoso. Ai piedi del Blockhaus, il gruppo era già ridotto e il lavoro di Davide Piganzoli ha fatto esplodere la corsa, staccando nomi pesanti come Bernal, Mas e Van Eetvelt.

Da lì, il resto è stato un duello tra i migliori scalatori del Giro, con Vingegaard che ha imposto la sua legge.

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