Giro d’Italia 2026, cosa aspettarsi nella terza settimana? La lotta per il podio e il sogno di Pellizzari

Jonas Vingegaard
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L’odierna giornata di riposo concede ai partecipanti la preziosa opportunità di recuperare energie mentali e fisiche, che si riveleranno cruciali nel lungo sprint finale verso la conclusione di domenica 31 maggio a Roma. Se la corsa sembra ormai aver trovato il suo padrone assoluto nella figura di Jonas Vingegaard, la lotta per il podio e per le posizioni di vertice è più aperta che mai, con un Giulio Pellizzari pronto a far sognare i tifosi italiani.

La situazione in Classifica: Vingegaard in controllo, l’Italia spera in Pellizzari

Il terzo successo in altrettanti arrivi in salita, quello ottenuto a Pila, ha regalato a Jonas Vingegaard la maglia rosa. Il danese della Visma-Lease a Bike, dopo aver lasciato la scena alla sorpresa portoghese Afonso Eulalio nella prima parte del Giro, è balzato in vetta alla classifica generale nella 14ª tappa con l’ennesima prova di forza. Un copione finora perfetto per il bi-campione del Tour, che ha gestito le forze per poi prendersi il simbolo del primato senza lasciare margini di replica.

Se sul Blockhaus e a Corno alle Scale Felix Gall era riuscito a rimanere vicino al danese, a Pila l’austriaco ha pagato 49”. La vittoria finale sembra ormai blindata nelle mani di Vingegaard, che vanta 2’26” su Eulalio, 2’50” su Gall e 3’03” su Thymen Arensman.

Subito dietro, però, c’è l’Italia che spinge: alle spalle di Jai Hindley (quinto a +3’43”), troviamo Giulio Pellizzari, sesto a 4’22”. Dopo la gastroenterite patita a inizio settimana, il marchigiano si è ritrovato in Valle d’Aosta dando segnali incoraggianti. Per salire sul podio Pellizzari deve recuperare 1’32” a Gall e 1’56” a Eulalio. Un’impresa difficile ma non impossibile, soprattutto considerando la storica crescita del giovane azzurro nella terza settimana dei Grandi Giri e il possibile crollo del portoghese Eulalio sulle grandi montagne.

Il percorso della terza settimana: tutte le tappe da domani a Roma

Andiamo ad analizzare nel dettaglio il terreno di scontro dei prossimi sei giorni, dove la fatica e le pendenze in doppia cifra scriveranno il verdetto finale del Giro 109.

Martedì 26 maggio – 16ª tappa: Bellinzona – Carì (113 km)

Il Giro d’Italia riparte con uno sconfinamento in Svizzera per una frazione molto breve ma intensissima: 3.000 metri di dislivello in soli 113 chilometri. Dopo i primi 25 km si affrontano due giri di un circuito che propone le salite di Torre e Leontica (2ª categoria, 3 km all’8,5% e punte al 14%). Il gran finale sarà l’ascesa verso Carì (1ª categoria): 11,7 km al 7,9% di pendenza media con punte del 13%. Chi ha le gambe imballate dal giorno di riposo rischia di pagare carissimo.

Mercoledì 27 maggio – 17ª tappa: Cassano d’Adda – Andalo (202 km)

Frazione lunga e dal tracciato ondulato. Dopo una prima parte tranquilla, i corridori affronteranno i GPM di Passo dei Tre Termini e Cocca di Landrino (entrambi di 3ª categoria). Superato il traguardo intermedio di Roncone e una serie di strappi, si scalerà l’ascesa finale di Andalo-Lever (3ª categoria), posta a meno di 11 chilometri dal traguardo. Terreno ideale per imboscate da lontano.

Giovedì 28 maggio – 18ª tappa: Fai della Paganella – Pieve di Soligo (171 km)

Una giornata interlocutoria ma da non sottovalutare. Le difficoltà principali sono il Fastro (3ª categoria) poco dopo la metà gara, e il celebre Muro di Ca’ del Poggio nel finale. Questo strappo durissimo potrebbe tagliare fuori i velocisti puri e lasciare spazio ai finisseur o a una fuga di attaccanti.

Venerdì 29 maggio – 19ª tappa: Feltre – Alleghe (151 km)

L’atteso e mostruoso tappone dolomitico: 151 chilometri per ben 5.000 metri di dislivello. Si comincia subito con il Passo Duran (1ª categoria, 12,1 km all’8,2% e punte del 14%), seguito dalle salite di Coi (2ª categoria, 5,8 km al 9,7% e pendenze folli fino al 19%) e Forcella di Staulanza (2ª categoria). Da lì si salirà verso il mitico Passo Giau, la Cima Coppi del Giro d’Italia 2026 (9,9 km al 9,3% di media e massima del 14%). Non è finita: prima del traguardo di Alleghe (5 km al 9,6% e punte del 15%) bisognerà scollinare anche il Passo Falzarego (2ª categoria). È la tappa che può far saltare il Giro.

Sabato 30 maggio – 20ª tappa: Gemona del Friuli – Piancavallo (200 km)

L’ultima vera chiamata per gli scalatori prima di Roma. Dopo un inizio pianeggiante e la salita di Clauzetto (3ª categoria), la corsa si incendierà negli ultimi 70 chilometri con un doppio passaggio sulla salita di Piancavallo (1ª categoria, 14,5 km al 7,8% di pendenza media e punte del 14%). Qui Pellizzari e gli altri pretendenti al podio dovranno sparare le ultime cartucce.

Domenica 31 maggio – 21ª tappa: Roma – Roma (131 km)

La grande passerella finale all’ombra del Colosseo. Dopo il traguardo intermedio di Ostia-Fontana dello Zodiaco, la carovana entrerà nel tradizionale circuito cittadino della Capitale da ripetere 8 volte. Il finale, nella splendida cornice dei Fori Imperiali, consacrerà la maglia rosa del Giro 2026 e incoronerà l’ultimo velocista di questa edizione.

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