Michael Valgren: “Ho vinto grazie alla mia Pokéball. Da piccolo tifavo per Basso, con Vingegaard siamo come una famiglia”

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La diciassettesima tappa del Giro d’Italia 2026 ha consegnato al ciclismo una delle storie più belle di questa edizione: la prima vittoria in un grande giro di Michael Valgren, a 34 anni. Il danese, già vincitore di classiche come Amstel Gold Race e Omloop Het Nieuwsblad, inseguiva questo successo da una vita. Ad Andalo, dopo una giornata folle e tatticamente perfetta, ha finalmente completato il suo personale cerchio.

“Questa vittoria mi mancava. La volevo da anni, e credo di essermela meritata”, ha detto Valgren in conferenza stampa, ancora visibilmente emozionato. La sua azione negli ultimi mille metri è stata un capolavoro di tempismo e lucidità: un attacco secco, inatteso, che ha sorpreso compagni di fuga del calibro di Leknessund, Arrieta, Rubio, Caruso e Vlasov.

“Non sono un corridore esplosivo, il mio picco di watt è imbarazzante”, ha scherzato. “Ma so leggere le corse, so quando è il momento di colpire. È il mio modo di vincere.”

“La Pokéball è il mio portafortuna”

Al traguardo, Valgren ha festeggiato sollevando una Pokéball. Un gesto che ha incuriosito tutti.

“L’ha fatta mio figlio l’anno scorso, quando sono andato al Tour con tanta motivazione”, ha spiegato. “È nei colori della squadra ed è diventata il mio portafortuna. Oggi l’ho portata con me… e ha funzionato.”

Un’immagine destinata a diventare una delle più iconiche di questo Giro.

“Da piccolo tifavo CSC per Ivan Basso. Correre con lui è stato un sogno”

Nella conferenza stampa post‑gara, Valgren ha raccontato anche un lato più personale della sua storia ciclistica. Da bambino, infatti, era tifoso della CSC, la squadra di Ivan Basso.

“Quando ero piccolo tifavo CSC perché c’era Basso. Era il mio idolo. E poter correre con lui all’inizio della mia carriera è stato incredibile. Una cosa che non avrei mai immaginato.”

Un ricordo che ha fatto sorridere i giornalisti e che racconta molto del percorso umano del danese.

“Conosco bene Vingegaard e i suoi genitori. Siamo stati anche in vacanza insieme”

Valgren ha parlato anche del suo rapporto con Jonas Vingegaard, leader della classifica generale.

“Conosco Jonas da tanti anni, e conosco molto bene anche i suoi genitori. Siamo stati persino in vacanza insieme in camper. È una famiglia splendida.”

Un legame profondo, che va oltre il ciclismo e che aggiunge un tocco di umanità a una giornata già ricca di emozioni.

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