“Ho trovato dei vetri sulla strada”: Wout Van Aert guarda a Strade Bianche, ma spiega la foratura di Le Samyn

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Il ritorno alle competizioni di Wout Van Aert si è trasformato in un caso. Il belga della Visma–Lease a Bike, rientrato ieri al GP Samyn dopo un inverno complicato, ha infatti parlato apertamente di un possibile sabotaggio che avrebbe compromesso la sua gara. L’episodio è avvenuto nel finale, quando Van Aert si trovava nelle prime posizioni e sembrava pronto a giocarsi la corsa, poi vinta dal connazionale Jordi Meeus.

Secondo il campione fiammingo, la foratura che lo ha costretto a fermarsi non sarebbe stata frutto della sfortuna: «All’ultimo giro c’erano improvvisamente dei vetri sulla strada. Non erano lì per me, ma ci eravamo passati cinque o sei volte e la strada era pulita».

Una dichiarazione pesante, che lascia intendere la possibilità di un gesto volontario da parte di qualcuno lungo il percorso. Van Aert ha poi concluso la gara in 60ª posizione, lontano dai protagonisti.

“Nessun sabotaggio”

Gli organizzatori hanno però respinto l’ipotesi del sabotaggio, parlando di semplice casualità. «Nessun altro corridore ha forato. Non abbiamo trovato subito vetri, anche se questo non significa che non ci fossero» ha spiegato Philippe Lienart, sottolineando come episodi simili possano verificarsi anche in corse storiche come la Parigi‑Roubaix. «Basta uno spettatore distratto. Come organizzatori, non possiamo controllare tutto».

Il GP Samyn segnava il rientro di Van Aert dopo un inverno tormentato: prima una distorsione alla caviglia rimediata in una caduta nel ciclocross, poi una gastroenterite che lo aveva costretto a saltare la Omloop Nieuwsblad, la classica che apre la stagione belga.

Il belga guarda ora alla prossima sfida: sabato sarà al via delle Strade Bianche, corsa che ha già vinto nel 2020 e che rappresenta un test importante in vista delle grandi classiche del Nord.

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