La Tirreno‑Adriatico 2026 ha segnato il debutto stagionale di Giulio Ciccone, rientrato alle corse dopo un inverno complicato da un piccolo problema fisico. Il corridore della Lidl‑Trek ha mostrato una condizione già convincente, pur riconoscendo che il ritmo gara è ancora da affinare. In occasione dell’ultima tappa, Ciccone ha parlato ai nostri microfoni della sua forma, della prossima Milano‑Sanremo e degli obiettivi verso le classiche delle Ardenne.
Intervista a Giulio Ciccone
Giulio, questo è stato il suo esordio stagionale. Una Tirreno‑Adriatico iniziata un po’ più tardi rispetto al passato, ma la forma sembra già molto buona. «Sì, quest’anno il mio debutto era previsto all’UAE Tour, però ho avuto un piccolo problema di salute e abbiamo dovuto rimandare. La forma è buona, ma si sente che mi manca il ritmo gara, il cambio di ritmo e quelle dinamiche che solo una corsa vera può darti. In generale sono soddisfatto: è un buon punto di partenza e spero che, dopo questa Tirreno, il livello si alzi ancora un po’.»
Sarà al via anche della Milano‑Sanremo? «Sì, sabato ci sarò. Ora qualche giorno di recupero e poi speriamo di essere in gran forma.»
La Lidl‑Trek parte forse nella seconda fascia dei favoriti, ma avete diverse carte da giocare. Quale sarà il suo ruolo nella Sanremo? «Per noi è cambiato un po’ il piano, perché la caduta di Pedersen ha rovinato i programmi. La Sanremo sarà una gara esplosiva e sicuramente sulla Cipressa – se non prima – diventerà dura. Il nostro obiettivo è provare a seguire i migliori in salita. Io cercherò di restare con i più forti, poi abbiamo sempre la carta Milan per un eventuale arrivo in volata.»
Secondo lei, oggi la Sanremo può davvero decidersi sulla Cipressa? «In generale, come si è visto negli ultimi anni, la Sanremo ora si decide sulla Cipressa. Prima era il Poggio lo spartiacque finale, ma tutto si è anticipato. La Cipressa ti mette fuori gioco sia per la vittoria sia per un piazzamento. L’anno scorso c’è stata la selezione vera proprio lì, e quest’anno mi aspetto una corsa ancora più aggressiva e selettiva.»
Negli ultimi anni è diventato uno dei riferimenti italiani per le grandi classiche di un giorno: podio alla Liegi, vittoria a San Sebastián… Quale sarà il suo approccio verso la settimana delle Ardenne? «Continuerò a correre per ritrovare il ritmo, poi ci sarà un altro ritiro in altura e infine le classiche, prima del Giro. La preparazione sarà quella di sempre, senza stravolgere troppo i piani. Le gare di un giorno sono anche una dote naturale: non è che si possa cambiare chissà cosa.»
La Liegi‑Bastogne‑Liegi è una corsa che sogna di vincere? «Sì, la Liegi è la classica di un giorno che preferisco insieme alla Lombardia. Però bisogna essere onesti: con il ciclismo moderno, arrivare secondo dietro Pogacar… penso che lo si possa quasi mettere nell’albo d’oro delle vittorie.»










