Momenti di grande paura al Giro dei Paesi Baschi 2026 per Mikel Landa. Il corridore della Soudal Quick-Step è stato protagonista di una brutta caduta nella discesa successiva alla salita di San Miguel de Aralar, durante la seconda tappa della corsa. Le immagini hanno subito fatto temere il peggio: Landa è rimasto a terra per diversi minuti, visibilmente dolorante, mentre lo staff medico interveniva.
Nonostante l’impatto violento, il basco è riuscito a risalire in sella e a concludere la tappa, arrivando al traguardo in 67ª posizione, con oltre 13 minuti di ritardo dal vincitore di giornata, Paul Seixas. Una prova di grande determinazione, ma che non è bastata per proseguire la corsa.
Auto van rondedokter rijdt Mikel Landa van de sokken, Spanjaard breekt niets maar geeft toch op in Baskenlandhttps://t.co/ut0zrtZ7RK#sporza
— Sporza 🚴 (@sporza_koers) April 8, 2026
La dinamica: “La macchina del medico lo ha buttato giù”
Nelle ore successive, la Soudal Quick-Step ha confermato che la caduta non è stata causata da un errore del corridore, ma da un contatto con l’auto del medico di gara. A denunciarlo è stato Jurgen Foré, CEO della squadra, in un’intervista a Het Nieuwsblad:
“La macchina del medico ha letteralmente buttato giù Mikel Landa in una discesa stretta e veloce. Non abbiamo ricevuto nemmeno delle scuse. Era a dieci secondi dal gruppo davanti… perché un’auto medica dovrebbe superare i corridori in quel punto? È frustrante: facciamo di tutto per la sicurezza e poi succedono queste cose.”
Parole dure, che riaccendono il dibattito sulla gestione dei mezzi al seguito nelle fasi più delicate delle corse.
Gli esami medici: nessuna frattura, ma stop immediato
La squadra ha comunicato che gli accertamenti effettuati in serata non hanno evidenziato fratture o lesioni permanenti. Landa ha trascorso una notte tranquilla, ma lo staff medico ha comunque deciso di fermarlo. “È meglio che lasci la corsa per recuperare completamente”, ha spiegato il team in una nota ufficiale.
Il basco non prenderà quindi il via della terza tappa, chiudendo anticipatamente la sua partecipazione alla corsa di casa.










