Clamoroso in Grecia: l’UCI squalifica (ancora) Van Schip per “posizione delle mani sul manubrio”

Ultimo Chilometro
Abbonati a Ultimo Chilometro
Sostieni il progetto, accedi ai contenuti premium e vivi il ciclismo con una marcia in più.
Scopri i vantaggi

Il caso Jan-Willem van Schip al Tour of Hellas 2026 non è più solo una cronaca di una squalifica, ma diventa lo scontro frontale con la burocrazia dei regolamenti. Nonostante la vittoria del compagno Mathis Avondts nella prima tappa, il clima in casa Azérion / Villa Valkenburg è di pura rivolta.

Il paradosso tecnico: il manubrio conforme alle regole UCI

A rendere la decisione dei commissari UCI ancora più discutibile riguarda la “posizione delle mani sul manubrio”, l’M3 sviluppato da Toot Engineering. Proprio pochi giorni fa, il designer Romolo Stanco aveva raccontato pubblicamente la genesi di questo componente, nato da sessioni estenuanti di test a Ballerup e Rotterdam.

Aerodinamica o controllo?

La difesa del team è chiara: l’aerodinamica è solo una conseguenza, il focus dell’M3 è la stabilità e, soprattutto, la conformità alle regole. Eppure, l’UCI ha puntato il mirino sulla “posizione delle mani”, giudicandola non regolamentare. Il caso sta facendo discutere il settore: che senso può avere questa squalifica?

Domande sul mondo del ciclismo? Chiedi alla nostra AI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *