BLOCKHAUS – Fa freddo sul Blockhaus. C’è tanto vento sulla vetta: la neve a bordo strada si mostra ancora abbondante, mentre le raffiche di vento fanno cadere le moto della polizia stradale parcheggiate a bordo strada. E’ difficile camminare ed è altrettanto difficile non battere i denti: il vento impedisce persino l’allestimento dell’area giornalisti e del palco premiazioni, che manca di alcune parti. Il Blockhaus sembra richiamare le tipiche condizioni meteo della Danimarca: ed è da lì che svetta Jonas Vingegaard, riconoscibilissimo dalla sua maglia gialla.
Quella maglia che, pochi minuti dopo il traguardo, viene coperta dall’azzurro. Jonas è il leader della classifica a punti della Corsa Rosa. Il sogno rosa prosegue, ma nel frattempo il Giro ha preso i colori del cielo.
Jonas Vingegaard, al traguardo, bacia l’adesivo che mette sempre sul manubrio. Un adesivo personalizzato con le immagini di sua moglie e dei suoi figli. Ma Jonas, leader gentile della Visma-Lease a Bike, non dimentica i suoi fidi gregari: “Vincere una tappa in un grande giro è sempre speciale. Farlo qui, al Giro d’Italia, lo è ancora di più, perchè da oggi posso vantare una vittoria in tutti e tre i grandi giri. I ragazzi hanno tirato tutto il giorno. Era importante ripagare il loro lavoro.”
“Mi aspettavo che qualcuno mi seguisse, poi ho capito che potevo andare via da solo”
Vingegaard ha spiegato la dinamica dell’attacco che ha deciso la tappa: “Mi aspettavo che alcuni provassero a seguirmi. Pellizzari l’ha fatto per un po’, poi ho trovato il momento giusto per andare da solo. C’erano tratti di vento contrario e altri di vento a favore. Dovevo scegliere l’attimo perfetto per accelerare.”
Su Gall: “Non mi sorprende che fosse così vicino”
Il danese ha elogiato Felix Gall, secondo a pochi secondi: “Felix è un corridore super forte. Lo ha dimostrato tante volte. Non mi sorprende che sia arrivato così vicino.” Curiosa la risposta sulla preparazione della gara: “Non ho fatto alcuna ricognizione delle tappe dal vivo, ma ho visto delle video‑ricognizioni. La mia prepaarazione verso il Giro d’Italia è stata tutta in altura, ma oggi sapevo cosa aspettarmi.”
“Il Blockhaus è una salita speciale. Vincere qui significa molto”
In chiusura, il danese ha dedicato un pensiero alla montagna che lo ha consacrato nel suo primo Giro: “Il Blockhaus è una salita speciale per il ciclismo italiano. Vincere qui significa molto per me e per la squadra.”










