Jhonatan Narvaez diventa l’uomo mercato per il 2027: “Non so dove correrò l’anno prossimo”

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Dopo aver conquistato la tappa 11 del Giro d’Italia 2026, Jhonatan Narváez si è presentato in conferenza stampa con il sorriso di chi sta vivendo un momento speciale. L’ecuadoriano della UAE Team Emirates XRG ha parlato in inglese, con calma e chiarezza, spiegando come è nata la sua terza vittoria in questa edizione della corsa rosa.

Narváez ha voluto subito sottolineare il lavoro del team: “È stata una giornata costruita insieme. Abbiamo lavorato per essere davanti e per sfruttare ogni occasione. Non è solo questione di gambe: devi guidare bene, scegliere le traiettorie, restare economico negli sforzi”.

“In squadra c’è un’atmosfera speciale”

Alla domanda sull’ambiente all’interno della UAE, Narváez ha risposto senza esitazioni: “C’è una grande atmosfera. I direttori sportivi ci danno fiducia, il gruppo è unito. Quando arrivi a una corsa con questa motivazione, tutto diventa più semplice. Non abbiamo mai perso la voglia di provarci”.

Un riferimento anche al debutto in Bulgaria, che ha dato slancio alla squadra: “È stato un inizio importante per tutti noi. Da lì abbiamo trovato ancora più forza”.

“Oggi volevamo la fuga. Ho corso in modo intelligente”

Narváez ha spiegato che la strategia era chiara fin dal mattino: “Siamo partiti con l’idea di entrare nella fuga. Ci ho provato più volte, e quando il gruppo giusto è andato via ho usato tutta l’esperienza per gestire gli sforzi. Bisognava correre in modo intelligente, perché il ritmo era altissimo”.

Futuro e mercato: “Domanda per il mio manager”

A chi gli chiedeva del suo futuro contrattuale, Narváez ha sorriso: “Questa è una domanda per il mio manager. Io penso solo a correre. Non sarò io a dire dove correrò l’anno prossimo”.

Sul livello dei big della generale, l’ecuadoriano è stato chiaro: “Il Giro è una corsa lunga. Oggi abbiamo fatto quasi 200 chilometri durissimi. I favoriti sono tutti forti e sono arrivati qui nella miglior condizione. La battaglia vera sarà nelle ultime tappe”.

“Chi temevo tra gli inseguitori? Nessuno in particolare”

Alla domanda su quale avversario temesse di più nella fuga, Narváez ha risposto con tranquillità: “Nessuno in particolare. Ho guardato cosa succedeva dietro, ma ero concentrato sulla mia corsa. Sapevo che la volata sarebbe stata la mia occasione”.

Un pensiero finale: “Vivo il Giro giorno per giorno”

Narváez ha chiuso la conferenza con una frase che racconta bene il suo approccio: “Mi godo il Giro giorno per giorno. Sto leggendo un libro che dice che non bisogna pensare troppo al domani. Vale anche qui: vivo ogni tappa come viene”.

Una mentalità semplice, ma efficace. E i risultati lo dimostrano.

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