Non è solo una macchina da guerra che trita gli avversari in salita; Jonas Vingegaard, nella conferenza stampa post-tappa dopo il dominio sul traguardo svizzero di Carì, mostra il volto di un leader sereno, affamato e profondamente consapevole della propria forza. La maglia rosa si gode il quarto sigillo in questo Giro d’Italia 2026, ma sposta l’orizzonte ben oltre il semplice successo di giornata.
“Mi sento davvero bene, conosco queste strade e la gente qui è molto amichevole”, ha esordito il fuoriclasse della Visma | Lease a Bike, spiegando come è nata l’azione che ha demolito la corsa. “Oggi con la squadra avevamo deciso di controllare la situazione senza troppi assilli. Poi, si sa, in corsa le cose possono cambiare: quando ci siamo trovati a così poca distanza dalla fuga, abbiamo capito che la gamba c’era e volevamo vincere. E ci siamo presi la tappa”.
La rinascita dopo i Paesi Baschi: “Il ciclismo si è evoluto”
Il momento più intimo della conferenza è arrivato quando Vingegaard ha guardato indietro, ricordando i momenti bui della sua carriera e l’incredibile evoluzione fisica personale e del ciclismo in generale: “Il ciclismo è evoluto moltissimo rispetto agli anni scorsi. Dopo la terribile caduta che ho subito al Giro dei Paesi Baschi, ci ho messo ben due anni per tornare esattamente quello che ero prima. E adesso, finalmente, posso dire che mi sento persino meglio di allora”. Una dichiarazione che suona come un avviso spaventoso per tutti i suoi rivali attuali e futuri.
Tra l’altruismo e il mito di Pogacar
Nonostante stia cannibalizzando il Giro d’Italia, il danese dimostra un grande spirito di squadra e una sorprendente ammirazione per i giovani talenti, spendendo parole al miele per il suo gregario di lusso e per la sorpresa italiana di questo Giro: “Mi piacerebbe moltissimo veder vincere una tappa a Sepp Kuss, così come mi piacerebbe veder trionfare Davide Piganzoli, che anche oggi ha dimostrato un valore assoluto”.
Quando i giornalisti gli hanno chiesto se l’obiettivo fosse eguagliare le sei vittorie di tappa ottenute da Tadej Pogacar al Giro del 2024, la maglia rosa ha risposto con grande pragmatismo: “Non penso affatto a eguagliare le sei vittorie di Pogacar del 2024. Il mio unico pensiero è fare bene giorno per giorno e portare la maglia rosa fino al traguardo finale. Poi, ovviamente, spero di essere al via del Tour de France in una condizione ottimale”.










