Inizia nel migliore dei modi la stagione di Cristian Bianchetti, che alla Extreme 24 Ore di San Giovanni Incarico (FR) firma una prestazione di livello assoluto, imponendosi nella prova valida per la Official World Ultracycling Cup. Una vittoria netta, costruita con costanza, resistenza e una gestione impeccabile delle 24 ore di gara.
Il circuito laziale, 40 km con 670 metri di dislivello a tornata, si è rivelato selettivo fin dalle prime battute: salite dure, discese tecniche e un ritmo che, nelle prime otto ore, ha assunto contorni quasi surreali per una prova di ultracycling. La sfida iniziale ha visto protagonisti Piotr Mos e Alessio Pinato, capaci di tenere medie vicine ai 31 km/h su un tracciato tutt’altro che semplice.
Con il passare delle ore, però, è emersa la solidità del campione europeo della specialità . Bianchetti ha mantenuto un passo costante, ha gestito alla perfezione la notte caratterizzata da freddo umido e, allo scadere delle 24 ore, ha completato 16 giri, pari a 640 chilometri e 10.400 metri di dislivello positivo. Numeri che parlano da soli.
«È stata una gara durissima – racconta il reatino – sia per il periodo dell’anno sia per il freddo della notte, che ha reso tutto ancora più impegnativo. Ma proprio per questo la considero un’impresa speciale, quasi magica, in pieno inverno». Una vittoria che ha anche il sapore del riscatto, dopo il grave infortunio dello scorso settembre che lo aveva costretto a rinunciare ai sogni mondiali di fine stagione. «Una Brignonata», la definisce lui, citando la campionessa olimpica Federica Brignone e le sue rinascite sportive.
Con questo successo, Bianchetti conferma il pieno recupero e rilancia le proprie ambizioni per il 2026. Il prossimo appuntamento sarà a fine marzo in Portogallo, per una prova da 500 km, preludio ai grandi obiettivi dell’anno: gli Europei in Croazia e i Mondiali in California.










