La Umag Classic 2026 entrerà negli annali del ciclismo non per un attacco memorabile o per un colpo di reni decisivo, ma per qualcosa di ancora più raro: una vittoria a pari merito. La corsa croata di categoria UCI 1.2, solitamente lontana dai riflettori delle grandi classiche, ha regalato un epilogo destinato a restare nella storia.
Dopo 142,3 chilometri di gara, la volata finale ha visto Adam Bradáč (Factor Racing) e Dušan Rajović (Solution Tech–Nippo–Rali) tagliare la linea d’arrivo nello stesso identico istante. Il ceco aveva già iniziato a esultare, convinto di aver messo la ruota davanti, ma il colpo di reni del serbo è stato perfetto: una proiezione millimetrica che ha “pareggiato” la sua bici a quella dell’avversario.
La giuria, inizialmente orientata ad assegnare la vittoria al solo Bradáč, ha dovuto ricredersi dopo l’analisi del fotofinish, che ha certificato l’eccezionalità dell’arrivo: successo ex aequo, una rarità assoluta nel ciclismo moderno, nonostante le tante volate decise sul filo dei millimetri.
Alle spalle dei due vincitori, il podio è stato completato dall’ungherese Erik Fetter (Team United Shipping), già visto in Italia con la Polti-Kometa. Quarto posto per l’italiano Simone Buda (Solme Olmo Arvedi), mentre Davide Persico (MBH Bank CSB Telecom Fort) ha chiuso in ottava posizione, confermando la buona presenza azzurra nelle prime dieci posizioni.
Un finale così, in una corsa di inizio stagione e lontana dai grandi palcoscenici, è il promemoria perfetto di quanto il ciclismo sappia ancora sorprendere: a volte, per vincere, non basta nemmeno essere davanti. Serve essere esattamente davanti quanto l’altro.










