Definirlo un finale al cardiopalma sarebbe riduttivo. La cronometro individuale di Aarburg (23,7 chilometri), penultimo atto del Giro di Svizzera 2026, scrive una pagina di storia del ciclismo moderno regalando un duello d’altri tempi. A stampare il successo è ancora una volta il cannibale Tadej Pogačar (UAE Team Emirates – XRG), ma il trionfo dello sloveno stavolta assume contorni epici: la maglia gialla ha battuto il suo eterno rivale Mathieu van der Poel (Alpecin – Premier Tech) per la miseria di appena 4 centesimi di secondo!
È la prima volta in assoluto che i due fuoriclasse si sfidano all’ultimo respiro in una prova contro il tempo, con il neerlandese autore di una prestazione fantascientifica su un percorso sulla carta per specialisti puri. Il terzo gradino del podio di giornata va all’ex iridato Tobias Foss (Netcompany INEOS), staccato di soli 7 secondi.
Il racconto: Vacek cede alla distanza, giornata no per Roglič e gli azzurri
I 23,7 chilometri attorno ad Aarburg hanno vissuto su un perfetto equilibrio. Al rilevamento cronometrico intermedio, il giovanissimo ceco Mathias Vacek (Lidl-Trek) aveva fatto sognare i suoi tifosi stampando lo stesso identico tempo di Pogačar. Nella seconda parte del tracciato, tuttavia, il talento della Lidl-Trek ha dovuto cedere 10 secondi al forcing impresso dalla maglia gialla, dovendosi accontentare della quarta posizione di tappa.
Giornata decisamente storta, invece, per l’altro grande atteso della vigilia: Primož Roglič (Red Bull – Bora – hansgrohe) non ha mai trovato il ritmo ideale, chiudendo in un’anonima dodicesima posizione a 37″ da Pogačar.
Pochissima gloria anche per i colori italiani in questa prova contro il tempo. In assenza di un acuto di Alberto Bettiol, il migliore degli azzurri sul traguardo elvetico è stato Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), sedicesimo a 46″ dal vincitore di giornata.
La classifica generale: Pogačar blinda il Giro, Carapaz tiene il podio
Con questa ennesima dimostrazione di onnipotenza, Tadej Pogačar mette definitivamente in cassaforte la classifica generale del Giro di Svizzera 2026 alla vigilia della passerella finale. Dietro allo sloveno si registra però un’importante rivoluzione per le piazze d’onore.
L’ecuadoriano Richard Carapaz (EF Education – EasyPost) riesce a salvare con i denti la seconda posizione provvisoria, ma scivola a un abisso di ben 4’22” dalla maglia gialla. Sfruttando la grande prestazione odierna, balza invece sul terzo gradino del podio virtuale proprio Mathias Vacek, staccato di 4’27”, precedendo di pochissimo un ottimo Andrea Bagioli (Lidl-Trek), ora quarto a 4’46”.
Reusser vince tra le donne, Lomgo Borghini seconda
Profeta in patria con le strisce iridate sul petto. Il Giro di Svizzera femminile 2026 vive la sua giornata più attesa sul velocissimo tracciato di Aarburg (23,7 chilometri), teatro di una cronometro individuale che ha completamente stravolto la classifica generale. A far saltare il banco davanti al proprio pubblico è stata un’immensa Marlen Reusser (Movistar Team).
La campionessa del mondo della specialità ha fatto valere i gradi di favorita assoluta, stampando una prestazione fantascientifica a oltre 48 km/h di media. Un trionfo totale che le permette di scavalcare in cima alla graduatoria la nostra Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ), costretta a cedere la maglia di leader alla svizzera per appena 10 secondi complessivi.










